CINEGATTO: HARLEY QUINN - BIRDS OF PREY

Margot Robbie torna a vestire i panni dell’amatissima Harley Quinn, personaggio rivelazione di Suicide Squad, film del 2016 diretto da David Ayer. 


Scheda Film



Birds of Prey, film diretto da Cathy Yan, è ambientato quattro anni dopo gli eventi accaduti in Suicide Squad. Conclusa la storia col suo amato Joker, Harley Quinn (Margot Robbie) cerca di rialzarsi e superare la rottura - come farebbe ogni donna - ma a modo suo: ovvero annegando i dispiaceri in cibo spazzatura e cercando qualche brivido scoppiettante. Una volta messo un cerotto sul cuore spezzato, la folle antieroina si ritrova a Gotham per la prima volta sola e, non più asservita al suo Mister J, scopre l'indipendenza. Purtroppo, però, il suo passato sentimentale le ha procurato non pochi nemici e la nuova Harley è perseguitata da un sacco di gente che vuole farla fuori; primo tra tutti il temibile re del crimine, Black Mask (Ewan McGregor).

HARLEY QUINN - BIRDS OF PREY


Più colorata, più matta, più Harley Quinn. Nel film diretto da Cathy Yan, ottavo del DC Extended Universe, Margot Robbie viene affiancata da un cast straordinario: Mary Elizabeth Winstead, Jurnee Smollett-Bell, Rosie Perez, Chris Messina, Ella Jay Basco, Ali Wong e Ewan McGregor. 


La storia parte dalla rivelazione dell’amore finito tra Harley e Joker, e dalla disperata rivincita della donna alle prese con la sua nuova vita, senza il suo amore. Non scoraggiata, Harley cerca il suo posto – anzi posticino – nel mondo, lontana dalla protezione che riceveva semplicemente per essere “la ragazza di Joker”, rifugiandosi nei piccoli piaceri della vita quali un buon sandwich e una stanza con tutte le sue cose, dove guardare la tv. Una ragazza diversa, che fa quasi tenerezza. Anche se, riflettendo, il suo personaggio è sempre stato così: la sua vita ruotava attorno a Joker, la sua mente – forse non più brillante come un tempo, ma decisamente con una marcia in più – e il suo cuore erano occupati da quell’unico nome, per il quale avrebbe fatto di tutto. Una ragazza così teneramente innamorata non può che causare una grande empatia e simpatia. 


Nel secondo film, questa ragazza raccoglie ancora più consensi: forte, determinata, pronta a ricominciare, speciale anche senza di lui. Harley, ci piaci davvero tanto. Stessa cosa, però, non posso dire del film: esageratamente disconnesso, traumaticamente musicato, eccessivo nelle smorfie e nei flashback esplicativi della storia. Un fumetto che vuole restare fumetto, senza chiedersi se sullo schermo la sua forza stoni. È frenetico, a volte stancante, raccoglie il tema dell’emancipazione femminile portando varie figure di donne tostissime che non hanno bisogno di nessuno. Per carità, bello il gruppo di donne super forti, furbe, a volte spietate, ma sono anni che ogni piccola occasione viene colta per portare sullo schermo lo stesso tema, in modo quasi sempre uguale. Tematica giustissima, modo di affrontarlo un po’ meno, ripetitivo e già visto. Il risultato di tutto questo è confuso, frenetico, e a fine film si ha la sensazione di non aver visto abbastanza Harley Quinn. Il suo personaggio viene buttato in mezzo a una serie di storie con protagoniste le altre donne, e non più di tanto valorizzato. È un peccato perché piace molto, e forse gli incassi non proprio elevati di questo titolo trovano qui la spiegazione: i fan volevano un film su Harley Quinn, come assoluta protagonista. Di lei rimane il sorriso, la follia e i tantissimi colori che confezionano la parte bella del film. 








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