RECENSIONE AUTORI EMERGENTI: IN PRINCIPIO ERA LA FEMMINA DI MARIO PAPADIA

Hola Gattolettori,
come ogni giovedì ecco qui la recensione della nostra carissima Simon che oggi ci parla di una storia molto delicata, di un alternarsi di versi e prosa... In principio era la femmina di Mario Papadia.

In principio era la femmina
di Mario Papadia
                                                      

Genere: Narrativa
Editore: Armando Editore
Prezzo: € 15,00
Pagine: 128
Uscita: 16 Maggio 2018

Un alternarsi di versi e prosa, intervallati da delicatissime immagini, racconta fuori dai pudori e svela una fantastica Genesi dove "nulla poteva impedire alla Madre di essere madre". Con lei entra in competizione il suo primogenito, maldestro creatore della specie umana, a sua volta spiazzato dalle intraprendenze della sua stessa opera. Il finale sarà necessariamente imprevedibile.
RECENSIONE

CAOS

Durò la palpitazione per alcuni istanti epocali, nei quali Caos depose qua e là nell spazio nascente risonanze di sè: di ogni lacerazione. Un eco, di ogni collisione un rimbombo, di ogni luce un messaggio, di ogni colore un riflesso, di ogni onda un corpuscolo...

INCUBATRICE

La Femmina Prima disgiunse le gambe, e ripiegò incuriosito il suo volto verso la vagina che nel frattempo si apriva come un uscio. Cercò con gli occhi il nascente e ne focalizzò l'odore. Porse le mani e raccolse la minuscola creatura. Allora attribuì a se stessa il nome di Incubatrice, Femmina Prima.

FABBRICATORE

Ritirò le mani un po' tremanti, indietreggiò di qualche passo, si alzò in piedi eretto in mezzo alla stanza, sollevò il alto il viso e le braccia, e trattenendo la voce, per non turbarli, sibilò: "Maschio e Femmina li ho fatti".

E TUTTO EBBE INIZIO...

Dal Cos prese vita l'incubatrice-Femmina Prima e da lei il Primo nato, il Fabbricatore.
Ora, fin qui ci siamo. Il vero problema nasce quando il primo nato, appena partorito, afferrato e depositato su un lontanto pianeta, "assaporò per la prima volta la solitudine e la nostalgia della madre... quanto fosse ingovernabile la nostaglia dell'assenza".

Un risentimento sgorga irrefrenabile da questo disperato senso dell'abbandono, e un pensiero: PARTORIRE ANCH' EGLI.
Nascono Adam, Eve e poi Qayin, Havel, Lith...
Ed altri, ed altri che generano altri. Il sorgere dell'umanità.
Un cammino attraverso tutte le fasi, dall'inizio della creazione primordiale alla scoperta, del tutto, la confusione e il turbamento dei primi esseri viventi, la rivelazione dell'altro, l'esplorazione del nuovo, del sesso, l'inizio dei sentimenti, dell'odio, della vendetta, delle guerre.
La prima divorazione animale, il primo omicidio, il primo compianto al primo omicidio.

La costruzione delle prime armi, osservando le zanne e gli artigli degli animali, animali che una volta erano compagni di giuco ma dopo, per ora dell'uomo, nemici. La storia di Diotima e Lucrezio, gli antichi Romeo e Giulietta, che non avrebbero mai dovuto amarsi.
Una comunità il cui destino è disperdersi.

Si accasciò a sedere nel suo angolo riposto di osservatore trascendentale, si afferrò la testa fra le mani, e sbotto: "non capisco, non riesco proprio a capire". Non solo, dunque, gli umani infliggono ad altri la morte, ma anche a se stessi. "Dove mai attingono tale follia!"...
Dalle prime parole ho pensato: "Forse non posso farcela?!?! Sarò in grado di intraprendere questo impervio viaggio tra colline, dossi, montagne russe di parole, frasi, espressioni, figure retoriche, allegoriche e non solo?"
Poi, entrata nel meccanismo che dopo un po' si placa e ti porta con te, ci sono restata interamente, attenta e incuriosita, divertita e sorpresa, ammaliata.

Un singolare gioco di, con, tra, attraverso parole, concetti, pensieri, immagini, una singolar tenzone tra di loro, che spinge a mantenere alto il livello di tensione mentale.
Un linguaggio alto, ricercato, articolato e anche fantasioso, giocoso, variopinto, ricco, come è la musica.
Musica, presenza grandiosa tra le righe di questo scritto, musica come musa ispiratrice, fattore trainante, forza primitiva creativa.

Ora, un dubbio mi è sorto spontaneo, "In Principio", una lettura deve essere necessariamente per tutti, a tutti i costi? Leggerlo ha azionato in me un meccanismo di arrovellamento, ha "creato" una duplicita:

PRIMA
Troppo difficili i termini?
Troppo ostici i concetti?
Per troppe poche persone?

Si poteva raccontare il tutto con
un linguaggio più semplice,
accessibile a tutti?

Devo rileggere più volte alcune
frasi per comprenderle a fondo.
Non capisco tanti vocaboli ma non voglio spezzare la concentrazione andando a rovistare nel vocabolario o vocabo internet

DOPO

Ma che bello, originale, nuovo, divertente anche. Lontano anni luce da mediocrità o banalità. Una breccia dentro teste abituate ad accontentarsi del parlar e ragionar "facile".

Ma no, è questa la sua forza, un linguaggio che incuriosisce, provoca, stimola, corroba la mente, rinvigorisce l'intelligenza, spesso sopita


Intrigante questo termine così desueto.
Andrò a ricercarlo dopo e arricchirò il mio bagaglio culturale, di nuove espressioni, provocazioni...

Insomma, io in balia di un'onda ondulatoria smossa e trascinata dal mare di parole.
Indubitabilmente è un libro che accende dei lumini dentro la testa, che risveglia neuroni un po' addormentati.
Dà lo stimolo per attivarsi a cercare, ad incuriosirsi di un lessico alto e più alto. Da' la possibilità di voler conoscere di questa storia, o di altre storie, un po' di più.
In poche parole uno stimolo alla conoscenza:
"Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza"






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