CINEGATTO: IL SACRIFICIO DEL CERVO SACRO

Hola readers,
eccoci qui con un'altro appuntamento con la nostra fantastica Annalisa.
Annalisa ci informa che per tutti gli amici romani appassionati di cinema, dal 13 al 30 giugno si tiene il Festival L’isola del Cinema presso l’Isola Tiberina, tutti i giorni dalle 18 alle 2. Molti saranno i titoli in programmazione e sono tutti consultabili dal sito ufficiale, con diverse tipologie e fasce di prezzo a seconda del proprio interesse.
Stasera presso la Sala Groupama alle ore 21.30 verrà proiettato un titolo consigliato proprio dalla nostra Annalisa: Il Sacrificio del Cervo Sacro, opera del regista greco Yorgos Lanthimos e vincitore del Prix du scènario al Festival di Cannes 2017. 


Scheda Film

Il Sacrificio del cervo sacro è un film di genere drammatico, thriller del 2017, diretto da Yorgos Lanthimos, con Colin Farrell e Nicole Kidman. Uscita al cinema il 28 giugno 2018. Durata 121 minuti. Distribuito da Lucky Red.
Il Sacrificio del cervo sacro, il film diretto da Yorgos Lanthimos, vede protagonista Steven (Colin Farrell), un famoso chirurgo cardiotoracico. Insieme alla moglie Anna (Nicole Kidman) e ai loro due figli, Kim (Raffey Cassidy) e Bob (Sunny Suljic), vive una vita felice e ricca di soddisfazioni.
Un giorno Steven stringe amicizia con Martin (Barry Keoghan), un sedicenne solitario che ha da poco perso il padre, e decide di prenderlo sotto la sua ala protettrice.
Quando il ragazzo viene presentato alla famiglia, tutto ad un tratto, cominciano a verificarsi eventi sempre più inquietanti, che progressivamente mettono in subbuglio tutto il loro mondo, costringendo Steven a compiere un sacrificio sconvolgente per non correre il rischio di perdere tutto
RECENSIONE


Disturbante, cinico, freddo. Lanthimos ci ha abituato a questo e sembra volersi spingere sempre più in là con ogni sua nuova creatura. Steven Murphy (Colin Farrel) è un cardiochirurgo, padre di Kim (Raffey Cassidy) e Bob (Sunny Suljic) e marito di Anna (Nicole Kidman). Durante un’operazione eseguita sotto effetto di alcolici, Steven commette un errore che costerà la vita a un uomo. Preso dal rimorso, il cardiochirurgo inizierà una strana frequentazione con il figlio Martin (Barry Keoghan), dando involontariamente il via ad una serie di stranissimi eventi che lo condurranno a una decisione crudele che coinvolgerà tutta la famiglia.  

Quando Bob perde inspiegabilmente l’uso delle gambe, Martin avverte in un modo quasi profetico che verrà colpita l’intera famiglia Murphy finché Steven non deciderà chi di loro uccidere. Un sacrificio, soltanto in questo modo sarà possibile porre fine a un declino incontrollabile. Essendo per lo più ambientato in un ospedale, Il Sacrificio del Cervo Sacro non può che richiamare a fatti di vita vera, di persone alle prese con familiari in condizioni di vita o di morte, alle speranze appese a un filo, all’impotenza che sovrasta. È in bilico tra il presente e il passato, è un cocktail perfetto di richiami a miti, leggende e attualità. 
 

Quanto si è disposti a credere che ciò che accade di inspiegabile è effettivamente privo di senso, legato a qualcosa di non controllabile? Chi è “degno” di continuare a vivere e chi no? Come si può affrontare tutto questo? Sono domande che se venissero rivolte a noi, probabilmente impazziremmo nel trovare una risposta. Per i personaggi di Lanthimos invece è tutto molto più razionale: una soluzione è possibile col pensiero logico. 

Il regista sradica ogni emozione e moralità nei suoi protagonisti, in questo titolo ancor più che negli altri, riportando il comportamento umano a uno stadio più istintivo e meno costretto dalla moralità sociale e personale. È tutto molto freddo, nella riflessione, nella fotografia, nell’ambientazione, nei dialoghi. Impregnato di una strana calma che viene interrotta soltanto dall’utilizzo contrastante della musica, unica a sottolineare l’effettivo grado di follia e disperazione di cui si parla. 


La genialità sta proprio nell’aver trovato una diversa ottica sul mondo, da raccontare cinematograficamente in un tempo in cui tutto sembra esser stato mostrato, in cui è difficile stupire trovando una innovazione. Una delle chiavi possibili è, per l’appunto, cadere nell’indignazione e trattare il tema all’opposto di come ci si aspetterebbe. Questo cinema non è per tutti, non può esserlo. Lanthimos è il classico “o lo ami o lo odi”, ed è giusto che sia così. 

Qualcosa di diverso, ma in una direzione disturbante. Sono elementi talmente forti che spostano l’attenzione dalla maestria con la quale viene raccontata la storia messa nelle mani di un grande artista e tecnico quale è Lanthimos. Anche il lavoro di privazione dei sentimenti e repressione dell’istintiva morale moderna di azione non è facile per gli attori, che si trovano a interpretare qualcosa di molto lontano da ciò che siamo adesso. Un film grottesco, spiazzante, che per essere apprezzato nel suo valore necessita, più che in ogni altro caso, di essere preso per ciò che è: cinema.


Voto






3 commenti

  1. Altro film malatissimo dopo Climax, altra perla.

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  2. Non odio affatto Lanthimos, ma questo suo film non mi ha convinto, disturbante quanto vuoi, ma anche incomprensibile e pretenzioso.

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