L'ANGOLO DEGLI AUTORI EMERGENTI #7

Buongiorno a tutti, avete visto che splendida giornata? Oggi si sta veramente bene non mi sono messa neanche il giacchetto e io sono una super freddolosa... 
Per la prima volta questa mattina ci ho messo esattamente tre fermate di trenino (circa 15 minuti) a scegliere il libro da leggere...volevo iniziare "La Piuma" di Faletti (sicuro lo faccio nel week end) ma mi sono dimenticata di caricarlo sul mio kindle, ero quasi tentata di iniziare Avvento2 ma voglio aspettare ancora un po' visto che la mia tappa (stiamo organizzando un bellissimo Blog Tour) sarà a maggio, quindi ho aperto e chiuso non so quanti libri finchè incuriosita dal Blog Tour di questi giorni la scelta è ricaduta su "Firebord" e già i primi capitoli, mi dicono che sarà una bellissima lettura.
Ora però basta con le chiacchere, è arrivato il momento della vetrina dedicata agli Autori Emergenti


MELOGRANO - ELENA RAMELLA

Titolo: Melograno
Autore: Elena Ramella
Editore: EchosEdizioni
Genere: Fantasy/Horror
Una notte, tra coperte di broccato e siringhe battesimali, nascono la vergine bianca e l'uomo capra, gemelli siamesi, assassini della loro stessa madre. Nella loro stanza, abbandonati a loro stessi, costruiscono un mondo fatto di sete preziose e vini costosi, tra i vizi e i lussi di un amore incestuoso. Prenderanno il melograno maledetto dalle mani del demonio e lo morsicheranno, i chicchi della fertilità saranno solo carne marcia e putrida. La loro passione, la loro lussuria, il loro vizio saranno il prologo di una danza macabra alle porte dell'inferno. Ma quell'inferno non é altro che la sofferenza e la malattia delle loro menti: La gelosia, la paura, l'amore.


Ma il mondo non fa per noi. É troppo pericoloso. Guardaci. La nostra simbiosi é troppo fragile. C'è un equilibrio perfetto che non vediamo, ma lo lo sento. In noi ci sono nodi di vene e grovigli di capillari uguali, siamo fatti della stessa pelle, i nostri cuori accelerano o rallentano insieme, i nostri petti si sollevano con la stessa frequenza. Svegliati. Torniamo a casa. 



Elena Ramella, nata nel 1995. Attualmente studia lettere all'università di Torino. Recente il suo esordio letterario con Lettere dalla notte (racconti) Edizioni LaGru, nel 2015.








HOPE - DANIELA MASTROMATTEO

Titolo: Hope - Gli occhi della speranza
Autore: Daniela Mastromatteo
Illustratore: Le Muse Grafica
Editore: Self Publishing
Genere: Romanzo
Pagine: 284
Pagina Facebook: Daniela Mastromatteo-Romanzi
Hope racchiude un segreto, qualcosa di cui nemmeno lei è del tutto consapevole. Durante l'ultimo anno di scuola partecipa a una festa di compleanno che le stravolge la vita: da quella sera Hope non è più la stessa. Si nasconde dietro orribili abiti neri, larghi e più grandi di lei. Copre il suo seno prosperoso con delle fasce strettissime e a tradirla sono solo i suoi occhi: due meravigliose iridi azzurro-cielo.
La vecchia Hope non esiste più: si chiama Op, adesso, e inizia a soffrire d'asma e repentini attacchi di panico. La madre è convinta che la città non sia favorevole al suo stato di salute, quindi decide di farle passare le vacanze estive dagli zii, sul lago di Costanza.
Daniel vive da sempre in una bellissima tenuta di campagna tra i piccoli paesini di Daisendorf e Meersburg. Alla morte del padre ha ereditato la tenuta, nonostante la netta opposizione delle sorelle e della madre, le quali vorrebbero un futuro migliore per lui. Daniel però ama la sua terra più di qualsiasi cosa al mondo. Dedica il suo tempo al lavoro e trascura la vita sociale. Non ha molti amici, né crede più nei sentimenti: Julia gli ha spezzato il cuore.
Entrambi rifiutano l'amore, ma ben presto diventano amici e le loro convinzioni precipitano nel vuoto. Quando sembra che tutto stia andando per il meglio il destino gioca la sua parte: Daniel e Hope sono legati da sempre. Daniel si rifiuta di accettare questo turbine di informazioni. Non vuole crederci e non sa come dirlo a Hope. Proprio ora che i loro cuori avevano ripreso a battere, la cruda verità potrà separarli per sempre. Tanti segreti, troppe rivelazioni e una sola speranza: sarà più forte l'amore?


"C'era gente che frequentavi per anni ma non avevi mai la vera consapevolezza di chi fossero, come se la loro vita fosse nascosta da un velo immaginario; poi c'erano quelle persone che ti entravano dentro solo attraverso gli occhi. Hope era una di queste. Lei aveva due occhi che parlavano da soli, e anche se negava il suo vero nome, iniziavo a credere che niente era più azzeccato che quell'appellativo. Lei aveva gli occhi della speranza: la mia."
 
 
Daniela Mastromatteo nasce a Peschici, un piccolo paesino della Puglia nella provincia di Foggia. Fin da bambina ha una grande passione per i libri e all'età di ventitré anni è arrivata a pubblicare il suo terzo romanzo. (Un piccolo racconto Fantasy è stata la sua prima storia, dal titolo "Il dono di Melany". In seguito ha pubblicato un libro/manuale d'amore dal titolo "Il profumo della felicità")
Hope: Gli occhi della Speranza è il suo ultimo romanzo. Ha lavorato per anni nell'azienda di famiglia come aiuto pizzaiolo e in seguito come cuoca. Attualmente dedica tutto il suo tempo libero alla scrittura e lavora nel settore dei viaggi, usufruendo della conoscenza della lingua tedesca e inglese.

 

IO SONO NINA - GABRIELLA MAZON VENTURATI

Titolo: Io sono Nina - Storia di una demenza senile
Autore: Gabriella Mazzon Venturati
Editore: Self Publishing
Genere: Narrativa Contemporanea
Pagine: 116
“Mi porterebbe a casa, adesso?” chiede mia madre.
Mi dà del lei, non ha idea di chi io sia.
E' opinione comune che la demenza sottragga alle persone la memoria, ma fa ben più di questo. La demenza spazza via intere esistenze, sprofonda chi ne è colpito in un abisso di solitudine, deruba della possibilità di trovare conforto in chi ti è più caro, trasformandolo in un estraneo.
Quella di Nina è una storia in presa diretta, dove una figlia si confronta con il suo stesso ruolo di ‘figlia’ ormai privo di significato, con la disattenzione del passato, l’approssimazione con cui è trattata la vecchiaia, le difficoltà nelle relazioni con gli operatori sanitari.
Ne nasce una riflessione sul significato da dare alla vita se questa è così incline a farsi spazzare via. “[...]per quanto importante possa sembrarci, l’amore del tuo uomo, l’amore per i figli, ciò che hai costruito, il dolore che hai dovuto attraversare, nulla, di tutto ciò, regge all’epurazione maniacale della demenza.”

“Mi porterebbe a casa, adesso?” chiede mia madre. Mi dà del lei, non ha idea di chi io sia. Siamo sul divano a leggere, io un e-book, lei la sua rivista. “Guardati intorno, sei già casa, mamma” le dico e lei pronta obbedisce, come avesse acquisito un’inconscia consapevolezza che di quella sua mente non può più fidarsi e che le cose che pensa vanno verificate. Volenterosa volta il capo a destra e sinistra ma la credenza, il tavolo, le sedie, le tende che lei stessa ha scelto, questo stesso luogo in cui ha trascorso gli ultimi sessant’anni non le dicono più nulla. Glielo si legge in volto questa mancanza di familiare, come se tutto le fosse diventato estraneo, come se qualcuno ne avesse estirpato i ricordi lasciando solo un involucro svuotato a lei indifferente. Eppure in questa landa desolata cui a volte assomiglia la sua mente, la mia richiesta ha fatto presa e lei, in qualche modo, avverte che le si impone una risposta. E allora fa quello che già altre volte le ho visto fare; non sapendo cosa dire si trae d’impaccio ripiegandosi su di sé e tornando alla stessa pagina di quella stessa rivista che legge infinite volte. Attendo. Non ho motivo di farmi prendere dallo sconforto perché mia madre non mi ha riconosciuto. S’impara. Lentamente ma s’impara. Occorre muoversi, in questo suo vivere di istanti, in modo sinuoso, senza lasciare spazio al turbamento. Ciò che si impara è che quanto si è raccolto in quel preciso momento non sarà uguale a quanto si raccoglierà di lì a poco. Faccio trascorrere alcuni minuti, mi volto ancora verso di lei e chiedo “Chi sono io?” Alza lo sguardo dalla pagina, mi guarda con un cipiglio offeso “Mia figlia, vuoi che non lo sappia?” Come siamo giunti fino a qui? Per gradi, direi. Un abbrivio lento che si è fatto sempre più intenso. Molto prima del tumore al colon è arrivata la demenza. Siamo già al punto della massima velocità? Non so dirlo. Ciò che so è che l’esito di questa corsa non può che essere un totale e completo deragliamento.

Veneta di origine e lombarda d'adozione, Gabriella Mazzon Venturati lavora nell'ambito della comunicazione online/offline dapprima in ambito Information Tecnology e, successivamente, in quello industriale. E' stata giornalista pubblicista scrivendo per testate giornalistiche locali, mentre oggi pubblica articoli tecnici su riviste specializzate industriali a livello nazionale. Amante dei viaggi, con suo marito ha creato il blog scrical.it in cui racconta delle loro incursioni in giro per il mondo e ha pubblicato un diario di viaggio dal titolo “Viaggio in Alaska”.



 

CAMPO DI CONCENTRAMENTO SENZA LACRIME - SERGIO L. DUMA

Titolo: Campo di Concentramento senza lacrime
Autore: Sergio L. Duma
Editore: Panesi Edizione
Genere: Giallo/Thriller
Pagine: 304
Monteneve è un posto tranquillo come tanti altri. Tutto cambia quando viene trovata una ragazza in stato confusionale, orribilmente torturata: si tratta di Debora, già nota in paese per la partecipazione a un reality show. In un attimo la voce si sparge: in paese è arrivato il male. La memoria di tutti torna così ad anni addietro, quando una bambina era stata trovata morta in un bosco e l’assassino non era mai stato scoperto. C’è quindi un maniaco a Monteneve? Oppure qualcosa di ancora peggiore? Se lo domandano in molti: Silvio, aspirante sceneggiatore che sta passando un periodo di depressione; la moglie, un’insegnante attratta da un alunno, Vittorio, adolescente indisciplinato a sua volta attratto da lei; la sorella di Vittorio, Gloria, e il fratello maggiore Saverio, nonché Laura, una ragazza che frequenta quest’ultimo. A complicare la situazione c’è la Psychic Inc., una strana società americana che ha deciso di aprire una filiale a Monteneve per motivi misteriosi. Perché i protagonisti si sentono continuamente osservati? Che cosa sta succedendo? La soluzione si trova in un’espressione coniata da Aldous Huxley: “Campo di Concentramento Senza Lacrime”. Quando le vittime ne comprenderanno il senso, nulla sarà più come prima.


Sergio L. Duma è nato e vive a Galatina (Lecce). Si occupa di Letteratura Inglese e Americana e si ritiene influenzato dalla corrente letteraria Avant-Pop. Ha pubblicato racconti per Besa Editore, Coniglio Editore, Giulio Perrone Editore, EF Edizioni, il romanzo Tempi Terribili (Libro Aperto International Publishing, 2012), la raccolta di racconti Il Mondo dei Sogni (Teomedia, 2014), i romanzi Isteria.Com (Inspired Digital Publishing, 2015), Scorpio Baby Rose (Eretica Edizioni, 2015), la raccolta di racconti I Libri degli Incubi (Teomedia, 2015) e il romanzo Campo di Concentramento Senza Lacrime (Panesi Edizioni, 2016).


Quali vi attira di più? Ne avete già letto uno?

3 commenti

  1. Ciao Sonia!!
    Devo dire la verità.. il primo libro ha una copertina davvero inquietante, e la trama lo è ancora di più!!!

    "Hope" invece mi ispira moltissimo sia per i protagonisti che per l'ambientazione sul Lago di Costanza!! :)

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    1. Concordo perfettamente con te per il primo libro ma proprio per questo mi incuriosisce un sacco ahahah

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