TEASER TUESDAY #6


E dopo aver finalmente messo in ordine nel mio blog e cambiato grafica eccomi qui diligente a seguire tutte le Rubriche del mio blog...oggi è il turno del Teaser Tuesday e per chi ancora non sa come funziona ecco le sue semplici regole:
  • Prendi il libro che stai leggendo in una pagina a caso
  • Condividi un breve spezzone di quella pagina (Teaser)
  • Attento a non fare spoiler
  • Riporta anche il titolo e l'autore così che i tuoi lettori possano aggiungere il libro alla loro wishlist se sono rimasti colpiti dall'estratto.
  • Ovviamente si posta il martedì (Tuesday)


Denton Little ha diciassette anni e una sola certezza: morirà la notte del ballo di fine anno. Ma – escluso il pessimo tempismo – nulla di strano. Perché il mondo di Denton funziona così: tutti conoscono la data della propria morte, e tutti aspettano il fatidico momento contando i minuti. Per questo, fino a oggi, la vita di Denton è stata piuttosto normale: la scuola, gli amici e Taryn, la fidanzata. Ma ora mancano due giorni al ballo... e Denton sente di non avere più un secondo da sprecare. Non soltanto perché vuole collezionare più esperienze possibili in meno di quarantotto ore – la prima sbronza, la prima volta, e il primo tradimento – ma anche perché le cose sembrano essersi improvvisamente complicate. Chi è l’uomo sbucato fuori dal nulla che dice di avere un messaggio da parte di sua madre, morta ormai da molti anni? È soltanto un pazzo? E allora perché suo padre ha iniziato a comportarsi in modo tanto bizzarro? D’un tratto le ultime ore di Denton Little si trasformano in una corsa contro il tempo, una disperata ricerca della verità. E forse di una via d’uscita. Dalla straordinaria penna di Lance Rubin, il primo romanzo di una nuova serie distopica. Una lettura brillante, irriverente e provocatoria. Una storia che vi lascerà con il fiato sospeso e che metterà in dubbio tutte le vostre certezze.


...Mentre mi sbottono la camicia e mi preparo a fare la doccia, rimugino su un pensiero che mi accompagna da tempo: come morirò? È una domanda che mi ha tolto molte notti di sonno, che ha occupato molti sogni a occhi aperti. Ho letto che, nei primi anni del Movimento di Datazione del Decesso, il governo offriva la possibilità di scoprire come sarebbe avvenuta la propria morte; ma ci azzeccavano solo nel diciassette per cento dei casi, quindi hanno smesso di dirlo. Peccato. Perché domani, a un’ora imprecisata, smetterò di esistere: e ci terrei tanto a sapere come. Un incidente d’auto? Cadrò battendo la testa? Mi pungerà un’ape e si scoprirà che sono allergico? Verrò infettato da qualche virus, tipo l’Ebola? Qualcosa di misterioso nel cervello come Ashley Miller? Oppure un classico caso di omicidio? La mia cartella clinica non evidenzia la minima anomalia: che motivo ho di credere che non morirò assassinato? Se avessi il cancro, per esempio, potrei prevedere con buona approssimazione le circostanze della mia morte, e forse mi sentirei meno a disagio. Niente omicidi, qui! Solo un tumore! Ma quando mio nonno Sid era bambino (come non si stanca mai di ripetermi) nessuno sapeva il come né il quando. Non è assurdo? Non c’era tempo di prepararsi mentalmente, di assicurarsi di aver fatto tutte le cose che volevi fare prima di morire. In un Tempo Senza Cognizione della Data di Morte, posso immaginare che una diagnosi di cancro fosse un vantaggio, in un certo senso. Ti avvertiva che stavi per morire, e quindi ti dava tempo per prepararti; oppure ti spaventava, e quindi ti faceva apprezzare di più la vita, ma poi non ti uccideva...

Che cosa ve ne pare? Vi ha incuriosito? Chi di voi lo ha già letto?


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