RECENSIONE: IL PONTE D'ARGILLA DI MARKUS ZUSAK

Buongiorno readers,
come state? Io benissimo... oggi è venerdì, si può desiderare di meglio eheheh
E' arrivato il momento però ora di parlarvi di un libro che oltre ad avermi stupito, mi ha anche molto emozionato e sto parlando dell'ultima uscita di Markus Zusak.


Il ponte d'argilla
di Markus Zusak


Genere: Narrativa 
Editore: Frassinelli 
Prezzo: € 17,00 (ebook € 10,99)
Pagine: 495
Uscita: 9 Ottobre 2018

« C'era una volta, nella marea del passato dei Dunbar, una donna che aveva molti nomi. » C'erano stati anche un nonno con la passione per i miti greci, una nonna e la sua macchina da scrivere, un pianoforte consegnato nel posto sbagliato, una ragazza con le lentiggini che amava le corse dei cavalli, e un padre che, dopo la morte della moglie, aveva abbandonato i suoi cinque figli: Matthew, Rory, Henry, Clay e Tommy. I fratelli Dunbar. Costretti a vivere soli, e a definire da soli le regole della propria esistenza. E quando il padre tornerà sarà Clay l'unico dei fratelli che accetterà di aiutarlo e costruire con lui un ponte, concreto e metaforico nello stesso tempo: lo farà per la sua famiglia, per il loro passato, per il loro futuro, per espiare le colpe, per affrontare il dolore. Lo farà perché lui è l'unico che conosce tutta la storia, e per questo è obbligato a sperare. Ma fino a che punto Clay potrà portare avanti la più difficile di tutte le sue corse? Quanti degli ostacoli che la vita gli ha posto davanti riuscirà a superare? Quanta sofferenza può sopportare un ragazzo?
RECENSIONE

Nonostante mi sono ripromessa più volte di leggere la Storia di una ladra di libri, non sono mai riuscita ad iniziarlo, quindi quando ho iniziato la lettura dell'ultimo libro di Zusak, Il ponte d'argilla, non sapevo proprio cosa aspettarmi dalla sua scrittura.

Da cosa iniziare mmmh... indubbiamente Il ponte d'argilla è stata una lettura veramente molto ma molto impegnativa che spesso e volentieri mi ha messo anche a dura prova. Avrete quindi percepito che non si tratta affatto di una storia semplice e almeno all'inizio, è stato abbastanza ostico e complicato entrare nei meccanismi della narrazione. Tolte le prime 100 pagine però, piano piano tutto inizia a prendere una forma ben delineata e finalmente, inizieremo a conoscere e ad amare, ognuno dei fratelli Dunbar: Matthew, Rory, Henry, Clay e Tommy.

Eravamo rimasti in cinque, in quella casa. Sognavamo, nelle nostre stanze. E dormivamo. Eravamo ragazzi, ma ciascuno di noi era un miracolo. Perchè eravamo sdraiati sui nostri letti, vivi, respiravamo... E quella era stata la notte in cui ci aveva uccisi. Ci aveva assassinati, tutti quanti.
Questa infatti è la storia di una famiglia, per l'appunto i Dunbar che, persa la madre e abbandonati dal padre, si ritroveranno a crescere e a definire la propria esistenza, completamente da soli.
In particolare però Il ponte d'argilla è la storia di Clay, un ragazzo taciturno ma allo stesso tempo molto espressivo, l'unico dei fratelli Dunbar, ad aver accettato ad aiutare l'Assassino, ovvero il padre, ricomparso nelle loro vite dopo anni, a costruire un ponte distrutto dalla piena di un fiume.

Il ponte diventerà così per Clay la metafora della sua vita, un'ancora di salvataggio ma allo stesso tempo una pena da espiare... un taglio con il passato ma anche un' apertura verso il futuro. 
Dolore, fatica e gioia diventeranno una costante per questo ragazzo, l'unico dei cinque fratelli ad essere stato sempre a conoscenza di tutta la storia e del perchè il padre, in una notte ormai lontana, scomparve lasciandoli soli ad affrontare la vita.


Come vi ho già accennato, ho fatto fatica ad ingranare la storia e questo forse è dovuto al fatto che mi sono trovata in presenza di diversi livelli narrativi e temporali. 
In questo romanzo infatti il presente dei fratelli Dunbar si intreccia con il passato biografico dei genitori e i nonni. Ci ritroveremo così in un vortice di continui flashback e rimandi al passato ma la cosa che mi ha colpito di più, è che il tutto non sarà raccontato da Clay, la colonna portante di questo romanzo, ma da Matthew, il fratello maggiore, l'unico narratore indiscusso.
Passato, presente, sogni, dolori, speranze e paure, saranno così raccontate da una voce narrante calda, sarcastica ma allo stesso tempo rabbiosa che mano a mano accompagnerà dei personaggi così, realistici, imperfetti, ironici e coraggiosi a prendere vita tra le pagine del libro.

Mark Zusak con questo romanzo è riuscito a farmi commuovere, divertire, appassionare e arrabbiare e sono onesta, visto le premesse iniziali, non me lo sarei mai aspettata.
Torno a ripetere, non si tratta di una lettura facile o da affrontare in qualsiasi momento ma... è un libro che prima o poi deve essere letto. Perchè? Venite a conoscere i fratelli Dunbar e la loro capacità di rialzarsi e combattere nonostante la vita non ha mai smesso di metterli alla prova... e poi come si fa a non affezzionarsi a Rosy, Achilles, Hector, Telemachus e Agamennon?
Chi sono? Leggete il libro e forse scoprirete anche perchè tutto iniziò con un cane, un serpente e una Macchina da scrivere...


4 commenti

  1. La bella recensione mi ha incuriosito molto. Credo proprio che aggiungerò il libro alla mia lista di lettura. Se ti va di fare un salto nel mio blog: https://babbinimarco.blog sei ben accetta. P.S.: posto il commento e mi iscrivo al blog. Grazie per la recensione. 😊

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    1. Ciao Marco,
      grazie per i complimenti e benvenuto nel mio Blog ;-) Faccio subito un salto da te eeheheh

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  2. Mi è arrivato proprio in questi giorni. Lo temo un po', tra il tema e la lunghezza, ma sembra essere una signora lettura! ;)

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    1. Si confermo... ripeto le prime 100 pagine mi sono disperata volevo veramente lanciarlo poi alla fine... aspetto con ansia la tua recensione ;-)

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