BLOGTOUR: L'ABBRACCIO DI GIADA CASTIGLI

Buongiorno readers,
come sta correndo anche questa settimana siamo già arrivati a mercoledì...
Pronti per la 3° tappa del Blogtour dedicato al secondo libro della serie Il paradigma dell’amore? Ecco a voi "L'abbraccio" di Giada Castigli.
Grazie all'autrice oggi affronteremo un argomento molto importante.


L'abbraccio (vol.2)
di Giada Castigli


Genere: Romance
Editore: Self Publishing
Serie: Il paradigma dell’amore
Grafica: Catnip Design
Prezzo: € 9,99 (ebook 2,99)
Pagine: 181
Data pubblicazione: 9 Luglio 2018


Cosa accade quando finisce un amore?
Giuditta ha perso l’amore, è stata sedotta, illusa e abbandonata. Prova a scappare dai ricordi, rincorrendo l’illusione di lenire il mal d’amore con nuove e allettanti frequentazioni. In questo lungo e doloroso peregrinaggio sentimentale Giuditta incontra due uomini che le mostrano le diverse sfumature dell’amore: quello pericoloso, possessivo e violento di Edoardo, e l’amore misterioso, frenato e inafferrabile di Flavio.
Questa è la storia di una donna e del percorso che intraprende per la purificazione dal dolore, dalla dipendenza affettiva e dall’abbandono.
Dopotutto, per trovare l’uomo giusto, spesso si passa attraverso quello sbagliato.

La serie è composta da

1# Il paradigma dell’amore
2# L’abbraccio (in uscita il 9 luglio 2018)
3# L’attesa

TEMATICA DEL ROMANZO: LA VIOLENZA DELL’UOMO SULLA DONNA


Come avrete capito dalle altre tappe del blog tour, anche questo libro converge l’attenzione sul “mal d’amore”, ossia le conseguenze che le donne affrontano in seguito a relazioni d’amore distruttive. L’intento dell’autrice, ancora una volta, è quello di mettere in luce tutte le sfaccettature che questo sentimento può manifestare. Una di queste è proprio la violenza. L’abbraccio non incentra l’intera narrazione sul tema della violenza sulle donne, e questo l’autrice ci tiene a precisarlo, piuttosto è stato un passaggio necessario per lo sviluppo narrativo. Ma chiediamo proprio a lei qualche informazione in più.

1.  Come è nata la scelta di affrontare il tema della violenza sulle donne ne L’abbraccio?

Inizialmente, quando la trama aveva ancora l’aspetto di una nebulosa nella mia mente (sapevo dove volevo andare a finire ma avevo difficoltà a capire il “come” arrivarci), ho cercato di trovare degli escamotage che mi permettessero di creare un sequel che non risultasse noioso e ripetitivo. Proprio una sera, mentre guardavo uno di quei programmi che tratta la tematica della violenza sulle donne e il fenomeno del femminicidio, si è affacciata nella mia testa questa possibilità.

2.  Su una scala da uno a dieci quanto pesa la scelta di questo tema nella trama del tuo romanzo e perché?

Dunque, narrativamente parlando pesa la metà, diciamo un cinquanta percento; emotivamente, invece, pesa di più. Sono una femminista convinta e detesto pensare che al mondo esistano uomini in grado di strumentalizzare i sentimenti o le debolezze di una donna per porre su di loro un certo controllo fisico e psicologico. Un’altra cosa che tengo a precisare è il fatto che la violenza di cui parlo io non è solo fisica, ma anche mentale.


3.  Parlaci dell’uomo violento che darà del filo da torcere alla protagonista.

Come spesso accade nella realtà l’identikit del fidanzato - stalker è tutt’altro che scontata. In questo caso abbiamo a che fare con un uomo di ottima estrazione sociale, colto e con una posizione lavorativa ed economica di un certo livello. La sua vena sociopatica e ossessiva nei confronti di Giuditta crescerà mano a mano fino a esplodere nella violenza. Mi fermo qui altrimenti rischio di spoilerare troppo!

4.  La protagonista, Giuditta, come si muoverà all’interno della vicenda narrata?

Giuditta è una protagonista che ha una naturale propensione a cacciarsi nei guai. Per delineare il suo personaggio mi sono ispirata alla realtà e al fatto che le donne non sono perfette; il loro modo di rapportarsi all’amore e ai rapporti non ricalca sempre lo stereotipo delle eroine in grado di imparare dai propri errori. Giuditta ha molti difetti e una miriade di contraddizioni che la caratterizzano, queste imperfezioni e questa sua spasmodica lotta alla ricerca di un amore in grado di salvarla la condurrà tra le braccia dell’uomo sbagliato.
Perché ho scelto una donna tanto imperfetta?
Per due motivi, primo perché le donne vere, quelle che incontriamo nella quotidianità, non usano un metro e una misura per rapportarsi all’amore; spesso sbagliano, cadendo in balia di sentimenti dai quali non riescono a sottrarsi con facilità. Sfatiamo il mito che le donne per essere “cazzute” (scusate il francesismo) debbano necessariamente comportarsi da “amazzoni” in campo affettivo.
Il secondo motivo è strettamente legato al primo: indipendentemente da come una donna si pone all’interno di una relazione, nessun uomo ha il diritto di abusare di lei, né psicologicamente né fisicamente. La violenza, in tutte le sue sfaccettature, non è mai giustificata.


ESTRATTO

Respiro a fondo nel tentativo di placare l’ansia.«Principessa, sono sotto casa tua, so che sei in casa, puoi scendere? Senti, non fa niente se non vuoi venire venerdì, davvero, fai finta che quella proposta io non te l’abbia mai fatta.»
Mi affaccio ancora una volta alla finestra, sposto cautamente la tenda e sorprendo Edoardo fuori dall’auto che cammina in direzione del portone; un secondo dopo il suono del citofono mi avvisa che devo prendere in fretta una decisione. Scendere e parlare o barricarmi in casa rischiando che questo problema diventi più grande di quanto già non sia?
Infilo le scarpe, prendo le chiavi e chiudo la porta di dietro di me, scendo le scale con calma, pensando attentamente a cosa dire quando l’Angelo dello studio legale mi adulerà fino allo sfinimento pur di riavermi.
Lui è in piedi sul marciapiede ad aspettarmi, quando mi vede toglie gli occhiali da sole e viene verso di me con l’espressione tipica di chi vuol farsi perdonare, inclina la testa di lato e sul suo volto si apre un sorriso.
«Ciao, Edo» sussurro.
«Principessa, questa è per te» mi porge una rosa che teneva nascosta dietro la schiena.
La prendo titubante e mi pungo il dito con una spina.
«Ahi» mi lamento non appena avverto la pelle rompersi sotto la punta acuminata. La rosa rossa cade a terra ed Edoardo mi prende la mano e porta il mio indice nella sua bocca, succhiandolo.
«Grazie, ma non è niente» ritraggo velocemente la mano e la nascondo nella tasca della felpa.
«Sei così schiva, così sfuggente, inarrivabile. È difficile starti dietro, è complicato cercare di tenerti tutta per me. È questo che mi fa perdere la testa» parla lentamente, a bassa voce, simulando un tono calmo.

«Dovresti cercare di tenerla al suo posto la testa. Mi fai paura, Edo, io non ce la faccio a continuare così.» Al suono delle mie parole la sua espressione cambia e corruga la fronte in segno di disapprovazione.
«Lo stai facendo anche adesso, a volte i tuoi occhi mi incutono ansia. Ho paura che basti una parola sbagliata a mandarti fuori di testa.»
«Non voglio farti paura, non ti farei mai del male.» Mi accarezza il viso. «Solo che ci tenevo a farti conoscere la mia famiglia, ma capisco che forse sto affrettando i tempi.»
Fingo di sorridere ma il turbamento mi resta dentro, proprio sopra lo stomaco, e mi suggerisce di rompere ogni rapporto con lui, prima che quel cipiglio torni a ristagnare sul suo viso.
«Mi perdoni?»
Mi mordo le labbra, indecisa se e come troncare la cosa, lui si accorge della mia incertezza e si avvicina di più, quasi a volermi imporre la sua presenza, il suo volere, come per rivendicare la sua proprietà su di me.
«Mi perdoni?» ripete.
I nervi pulsano dentro di me e mi impongono di essere accondiscendente, giusto il tempo di trovare una scappatoia alternativa, una via di fuga diversa.
«Sì, certo» mento.
In verità già so che è finita.

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3 commenti

  1. Ciao Sonia. Tappa importante e delicata ed argomento estremamente attuale. Questa trilogia (se non erro saranno 3 i libri e ti prego di correggermi se sbaglio) mi ha molto incuriosita e piacevolmente interessata. Grazie per l'intervista a Giada e per l'estratto.

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  2. Tematica molto importante e purtroppo sempre troppo attuale. Ottima intervista.

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  3. Questa tappa mi è piaciuta molto sia l'intervista che l'estratto

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