giovedì 3 settembre 2015

MADAME BOVARY di Gustave Flaubert

Buongiorno a tutte finalmente con la fine delle vacanze ho deciso di iniziare ad intraprendere una mia sfida personale in cui ogni mese dovrò leggere almeno un classico…e si i libri attuali sono belli, coinvolgenti ecc ma i classici? Chi non si è mai innamorato leggendo Romeo & Giulietta o Orgoglio e Pregiudizio?

Emma, insoddisfatta del suo ménage con il medico di campagna Charles Bovary e della gretta vita di provincia, cerca l’evasione nelle letture e nelle avventure sentimentali. Ma nemmeno lei sa concepire l’altra vita che desidera, e quando le sue aspirazioni vaghe e i suoi fragili aneliti la travolgeranno, non saprà innalzarsi all’altezza della tragedia che la colpisce. Madame Bovary, uscito dapprima a puntate, censurato, Pubblicano in volume a PArigi, da Michel Levy, nel 1857.nel 1856, subì un epocale processo per “oltraggio alla morale pubblica e religiosa e ai buoni costumi”. Oggi che l’alone di morbosità attorno alle vicende narrate si è dissolto, vi risplende la perfezione dello stile:Flaubert apre la strada al romanzo contemporaneo.              



Nonostante abbia letto tantissimi classici soprattutto nel periodo “STUDENTESCO” e nonostante creda fermamente che i classici di qualsiasi epoca possono essere letti in qualsiasi momento della vita…oggi vi parlerò di uno dei classici (sempre a mio parere) più orribili nella storia…MADAME BOVARY!

Tanto per iniziare l’ho trovato un libro talmente lento ma così lento che ero quasi tentata di lasciarlo stare e solo la mia testardaggine nel dover portare a termine quello che inizio me lo ha fatto finire!
La protagonista Emma Rouault mi è stata fin dall’inizio antipatica, si sposa con un povero dottore appena rimasto vedovo, Charles Bovary, sperando di vivere nell’agio sperperando il guadagno del marito con l' acquisto compulsivo di oggetti inutili che sperava potessero in qualche modo riempire il vuoto profondo che sentiva dentro di sé, risultato: è piena di debiti!
Per placare la sua “annoiata” esistenza inizia prima con l'avere storie platoniche, vedi il giovane Leon, per poi approcciare con il vero adulterio quando si innamora di Rodolphe un play-boy di provincia.
Abbandonata da Rodolphe, Emma cade in depressione e spinge il marito a trasferirsi da Tostes a Yonville-l’Abbaye, dove Emma mette al mondo una figlia, Berte fonte anche questo di insoddisfazione visto che la protagonista desiderava un maschio.
Sommersa dai debiti contratti con il tempo, sentitasi sempre più sola e insoddisfatta della vita, Emma, dopo aver chiesto aiuto ai suoi ex-amanti, si uccide con il veleno.
Che devo dirvi sarà che ho provato così tanta antipatia per il personaggio femminile che come dice Enzo Miccio...NCS Non ci Siamo!!






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